L’intarsio dentale
23 Gennaio 2021 – Dr.ssa Silvia Gualini e Dr. Gianluca D’Amico
Un intarsio dentale, chiamato anche restauro indiretto (overlay), è una ricostruzione utilizzata nei denti posteriori (molari e premolari), quando la cavità creata dalla carie dentale o dalla rimozione di una vecchia otturazione è troppo estesa e la quantità di struttura dentale sana (smalto e dentina) è insufficiente per poter essere otturata con un’otturazione diretta in composito eseguita dal dentista in poltrona.
I denti posteriori della bocca (molari e premolari) devono sopportare delle cariche masticatorie molto elevate, per questo motivo se la struttura sana residua di dente dopo aver rimosso la carie o la vecchia otturazione dovesse essere minima o insufficiente a contenere un’otturazione diretta in composito, è indicato un intarsio in disilicato di litio o composito che aiuterà ad aumentare la resistenza alla frattura dentale.
L’intarsio dentale (overlay) si chiama restauro indiretto perché viene realizzato direttamente dal laboratorio odontotecnico, a differenza dell’otturazione in composito diretta che viene eseguita in un’unica seduta alla poltrona dal dentista.
Sono molteplici i vantaggi che presenta un intarsio dentale rispetto ad una otturazione diretta eseguita in poltrona dal dentista:
- Aumento della resistenza alla masticazione con conseguente diminuzione del rischio di frattura dentale;
- Essendo realizzato in laboratorio al di fuori della cavità orale del paziente, l’intarsio dentale presenta una precisione del manufatto elevatissima, migliorando notevolmente l’estetica del dente e riproducendo fedelmente la corretta anatomia dentale;
- Ricostruendo il dente con un intarsio, la superficie masticatoria può essere ricreata in armonia con l’andamento della superficie masticatoria dei denti che si trovano nell’arcata dentaria opposta;
- I punti di contatto con i denti vicini possono essere ristabiliti in maniera ottimale, evitando cosi tutti gli inconvenienti che derivano dagli accumuli di cibo tra un dente e l’altro;
- La durata di un intarsio dentale è sicuramente maggiore rispetto a quella di una otturazione diretta eseguita alla poltrona, in particolare se viene utilizzato come materiale per realizzare l’intarsio il disilicato di litio (nuovo materiale molto simile alla ceramica);
- Si tratta di un trattamento odontoiatrico indolore;
- L’ultimo vantaggio è collegato al materiale utilizzato (disilicato o composito), che oltre ad offrire un elevato grado di mimetismo estetico, integrandosi perfettamente con il colore del dente, è anche altamente biocompatibile e non genera reazioni allergiche.
La preparazione e la consegna al paziente dell’intarsio, prevede due appuntamenti. Nel primo appuntamento il dentista rimuove completamente la carie, valuta lo spessore di struttura dentale sana rimanente e procede alla preparazione del dente che dovrà essere riabilitato con l’intarsio. Terminata la preparazione dell’intarsio, il dentista procede con l’impronta dentale che verrà inviata al laboratorio odontotecnico. Al termine della prima seduta viene posizionato del materiale provvisorio che ha come funzione quella di proteggere il dente curato. Grazie all’impronta presa in studio, il nostro odontotecnico potrà realizzare un corretto intarsio direttamente sul calco della bocca del nostro paziente.
Nella seconda seduta, nel giro di qualche giorno, si rivede il paziente in studio per la consegna e la cementazione dell’intarsio. L’intarsio viene cementato al dente preparato con specifici cementi biocompatibili e resistenti nel tempo.
L’intarsio dentale (Overlay), diventa quasi obbligatorio nei molari o premolari che subiscono una devitalizzazione (terapia canalare o trattamento endodontico). Un dente che necessita di una devitalizzazione, è un dente che quasi sempre presenta una grossa carie, una frattura o una vecchia otturazione in composito o in amalgama infiltrata da batteri. Il dentista dovrà quindi procedere con la rimozione completa della carie e l’eliminazione di struttura dentale infiltrata che ricopre e protegge il nervo dentale infiammato o necrotico. Questa ulteriore eliminazione di struttura dentale per poter realizzare una corretta devitalizzazione, ci “obbliga” a riabilitare il dente trattato con un intarsio per aumentare la sua resistenza alle forze masticatorie e al rischio di subire in futuro una frattura radicolare o dentale.
Il caso mostrato di seguito mostra la riabilitazione di un molare superiore devitalizzato con un intarsio.
Secondo molare superiore destro con sintomatologia riconducibile ad una pulpite irreversibile, dovuta ad una grossa otturazione molto vicina al nero dentale.
Si procede con la devitalizzazione del dente e l’applicazione di un materiale provvisorio per sigillare la cavità d’accesso.

Nel successivo appuntamento, si procede ad isolare il campo operatorio con la diga dentale. Si procede alla completa rimozione della vecchia otturazione in composito e si prepara il molare per poter, successivamente, cementare l’intarsio.
Si prende l’impronta della preparazione del dente, che viene inviata all’odontotecnico.

A distanza di qualche giorno, viene rivisto il paziente per l’ultimo appuntamento. Si riposiziona la diga dentale e, con un campo operatorio asettico e asciutto, si procede con una corretta e definitiva cementazione dell’intarsio.
