Il riassorbimento radicolare

Il riassorbimento radicolare

20 Novembre 2021 – Dr. Gianluca D’Amico

Il riassorbimento radicolare è una condizione che può interessare ogni campo dell’odontoiatria. È caratterizzato da una perdita di sostanza a carico del cemento e della dentina della radice del dente, che può determinare la riduzione della lunghezza radicolare.

Il riassorbimento radicolare (rizolisi) dei denti decidui o da latte, è un processo normale e naturale durante il quale i denti si “dissolvono” sotto la pressione dei denti adiacenti. Le radici dei denti da latte, tendono a riassorbirsi sotto la spinta del corrispondente dente permanente che sta per spuntare.

Mentre il riassorbimento dei denti decidui è un processo programmato e fisiologico, per la radice permanente questo fenomeno rappresenta un processo complesso, patologico e potenzialmente distruttivo.

I tessuti duri (dentina, cemento e smalto) dei denti permanenti non sono normalmente soggetti a riassorbimento, questi tessuti duri però possono talvolta andare incontro a fenomeni di riassorbimento progressivo, scatenati dall’attività di alcune cellule clastiche (odontoclasti e/o cementoclasti)

Generalmente, i riassorbimenti radicolari possono essere Esterni (hanno inizio dalla superficie esterna della radice) oppure Interni (hanno inizio dalla superficie interna radicolare a contatto con la polpa dentale).

Il riassorbimento esterno è spesso più facile da vedere e diagnosticare radiograficamente rispetto a quello interno perché avviene sulla superficie esterna di un dente.

I riassorbimenti Esterni (che iniziano dal parodonto) possono essere causati:

– da un danno meccanico al cemento radicolare (il tessuto che ricopre la radice)

– da movimenti ortodontici rapidi

– da disturbi nel corso dell’eruzione di un elemento dentale (disodontiasi)

– da fattori infettivi come nella malattia parodontale

– da danni chimici o termici

 – da traumi (lussazione/avulsione etc) o contusioni all’arcata dentaria

-talvolta, la causa rimane sconosciuta e il riassorbimento appare sotto forma idiopatica o spontanea.

I riassorbimenti Interni (che vengono dall’interno del dente) sono provocati da un danno alla parete canalare interna di diversa natura:

– traumatica

– infettiva

Dr D'Amico riassorbimento radicolare

La diagnosi viene eseguita attraverso esami strumentali (radiografia intraorale, Ortopanoramica o Cone Beam Computed Tompography), dalla quale si evince una chiara zona di radiotrasparenza radicolare.

Ciò che rende pericolosi tali processi clastici (di distruzione dentale) è la loro totale assenza di sintomi. L’elemento afflitto può infatti mantenere una normale vitalità e non mostrare segni clinici evidenti.In molti casi le persone possono non notare il riassorbimento anche per anni.

Uno dei pochi segni clinici evidenziabile riguarda i riassorbimenti esterni, che si mostrano tramite l’aspetto rosato della zona interessata. In questo caso il riassorbimento è di tipo cervicale invasivo ed evolve molto rapidamente e in forma destruente.

Oltre alla perdita di una parte o di più parti di uno stesso dente, potresti notare gonfiore alle gengive, sanguinamento gengivale, dolore localizzato ad un dente apparentemente sano e macchie rosa o scure sui denti. Tuttavia, i sintomi del riassorbimento non sono sempre facili da notare.

La prognosi è strettamente legata al tipo di riassorbimento in atto:

I riassorbimenti INTERNI svaniscono una volta devitalizzato il dente, ovvero rimossa la causa scatenante (solitamente una zona di necrosi pulpare che genera uno stimolo infiammatorio cronico), anche se il problema può ripresentarsi senza preavviso.

I riassorbimenti ESTERNI, invece, richiedono la completa asportazione del tessuto infiammatorio, quando questo è possibile, e mostrano una recidiva maggiore rispetto a quelli interni. La cavità creata dovrà essere riempita con un materiale idoneo e biocompatibile. Molto spesso i denti con dei riassorbimenti esterni necessitano anche di una terapia endodontica o devitalizzazione.

Riassorbimento radicolare